“Lazzaro, alzati e cammina”

"Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, solo che ne sarebbe valsa la pena"

Ci vuole la meraviglia e la fiducia di un bambino con la consapevolezza di un adulto per vivere questa vita.

Così ho sempre creduto negli altri e nella vita, cercando di ricordare sempre quello che avevo nel cuore da bambina, la voglia di aiutare chi lungo il mio cammino vedevo in difficoltà, dare sempre una possibilità e il beneficio del dubbio alle persone, pensare che dietro ad una risposta o azione “cattiva” ci fosse una sofferenza sotto e che quindi quella persona andava aiutata.

Ho fatto così con la mia prima convivenza finché la cosa non è diventata deleteria e solo con l’aiuto di alcune persone sono riuscita ad uscirne, ho fatto così con persone che mi hanno voltato le spalle ancora e ancora semplicemente perché avevano altro da fare per poi venirmi a cercare ancora come se nulla fosse, con le persone che hanno preso tutto quello che potevano e poi incolpata ed offesa quando non avevo più nulla da dare se non “solo” la mia presenza.

Il 21 è stato il mio compleanno, questo ultimo anno mi ha messa ancora più a dura prova ma il giorno del mio compleanno ero serena, perché so bene chi con la sua presenza e la sua voce mi sta sorreggendo, mi sta dando motivo di non cedere.

E’ difficile, anche se fa male ma mia mamma ha ragione quando dice che è tutta colpa mia, si perché non mi son data un limite facendo di conseguenza scelte sbagliate ed ora questi sono i risultati. Ho mancato di rispetto e amore verso me stessa e questo è imperdonabile. Era solo compito mio badare a me stessa e far si che certi limiti non venissero superati. Invece il mio IO bambina ha detto “ma si puoi risolvere anche questa, te ne puoi fare carico, puoi fare tutto”. NO diamine, NO che non posso fare tutto.

Insomma “perdinci”, non hai manco la salute dalla tua parte, come diamine hai potuto essere così …così… lascia perdere, salgono solo gli insulti. (Si me le suono e canto da sola, ma ho ragione).

Che stanchezza, mi manca il respiro e sono sfinita. Mi fa male tutto, il fisico e la mente.
Sono stata come un fiore che riesce a crescere attraverso l’asfalto, ho sempre trovato la via di uscita e troverò la soluzione di nuovo. Ma che male che mi fa tutto ora.

Ringrazio voi che mi avete fatto del male perché mi avete rivelato che persone siete, mi avete insegnato quello che non voglio essere.
Ringrazio chi se n’è andato, non tutte le persone che incrociano la nostra strada sono fatte per rimanere, ma per insegnarci qualcosa nel bene e/o nel male.

Ringrazio le persone che mi sono vicine con dolcezza, perché mi scaldate il cuore e mi coccolate, mi date consigli e mi tenete la mano.
Ringrazio le persone che mi sono vicine dandomi gli scossoni con freddezza e fermezza, perché ho dannatamente bisogno anche di voi e vi voglio bene così. So che mi volete bene e questo modo che avete voi di starmi vicino e darmi consigli non mi fa adagiare, mi tiene sull’attenti e mi permette di razionalizzare meglio le cose.

Mi arrenderò solo quando oramai sarò sottoterra, finché apro gli occhi al mattino continuerò a reagire, arrancando magari, ma reagirò.

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È ora di ricominciare, di nuovo.

Sai quando è ora di smettere?

Quando ti viene da vomitare, quando certe parole ti fanno vomitare, quando il corpo, il cuore e la mente ti stanno dicendo in tutti i modi BASTA.

Allora che aspetti?

Chi ha detto che è facile? Niente è mai facile e più passa il tempo è sempre più difficile. Ma non si può buttare la propria vita per una speranza inutile e senza senso.

I miei nonni mi hanno sempre detto “chi fa da sé, fa per tre”. Non importa se questo significherà perdere tutto di nuovo, trovarsi ancora più sprofondati nelle difficoltà, è il prezzo che si paga quando si è stati egoisti verso se stessi.

Non mi pento di ciò che ho fatto per gli altri, sarebbe deleterio. La felicità è un punto di vista. Siamo noi che dobbiamo pensare a ciò che ci rende felici e agire di conseguenza, nessun altro lo farà.

È tempo di rimettersi in piedi di nuovo, ci vorranno molti più sacrifici questa volta, la ripresa sarà probabilmente più lenta, anche perché oramai, più verso i 40 che i dimenticati 20, l’energia è ridotta. Ma ce la posso fare, anzi no, ce la farò!

Anche se alla sera quando vado a dormire vorrei non svegliarmi, quando al mattino apro gli occhi ho il DOVERE di combattere per trovare la felicità. E lo farò sempre.

Ora più che mai sono convinta e consapevole che questa scalata è da fare, un passo alla volta, senza fretta, con solo chi davvero crede in me al mio fianco.