Depressione

Piccoli suggerimenti pratici per vivere accanto ad un depresso senza farsi fagocitare dalla depressione
Come già detto, per evitare di essere presi in ostaggio dalla depressione di una persona cara, dobbiamo evitare, con tutte le nostre forze, di farci divorare da questa malattia, impedendole di stravolgere la nostra esistenza, cercando di continuare a mantenere normalità nella vita di tutti i giorni, continuando a lavorare, non rinunciando alle attività piacevoli, a frequentare gli amici, soprattutto: non permettiamo a questa malattia di isolarci, di allontanarci da tutto ciò che può rappresentare un sollievo ed un aiuto. In determinate occasioni sembrerà difficile, se non addirittura crudele, poter dire al depresso: “Adesso devo andare perché ho un impegno… perché ho voglia di uscire… perché ho bisogno di allontanarmi un po’…”, ma ricordiamo che la capacità di allontanarci, per respirare un’aria più leggera, per ricaricarci, riportare equilibrio alla nostra economia mentale, sarà indispensabile alla nostra stabilità e alla nostra salute.
La depressione può rendere crudeli le sue vittime. Di fronte alle accuse, alle espressioni di insofferenza ed odio del depresso impariamo a distinguere la persona dalla malattia ed evitiamo di reagire con atteggiamenti di rabbia che, per quanto comprensibili, avrebbero solo l’effetto di peggiorare la situazione per poi ingabbiarci in vissuti di rabbia e di colpa ancora più forti e difficili da gestire. Cerchiamo, piuttosto, di non farci travolgere e proviamo ad elaborare risposte più costruttive, che diano anche la possibilità al depresso di comprendere che riconosciamo il suo dolore e la sua sofferenza.
Un depresso vive costantemente con un profondo senso di inadeguatezza ed inefficacia: evitiamo, quando siamo in sua compagnia, di rafforzare questi vissuti assumendo atteggiamenti di forte preoccupazione, di perenne compassione, di farlo vivere come se fosse di cristallo, o proteggendolo da tutto, proviamo piuttosto ad evitare di essere sempre pronti ad accudire, a sostituirci, a farci carico di compiti che potrebbe svolgere autonomamente. Pur tenendo a mente la forte resistenza alla vita tipica dei depressi, proviamo, gentilmente, a chiedere il suo aiuto, senza costringerlo, cerchiamo di coinvolgerlo in determinate attività, cerchiamo di farlo sentire utile ed efficace.
Ricordiamoci che chi soffre di depressione tende a deformare tutto e cercare di intraprendere una battaglia che abbia lo scopo di far cambiare al depresso il modo di vedere se stesso, gli altri ed il mondo, avrebbe solo l’effetto di prosciugare tutte le nostre energie e consumarci, lasciandoci senza forze per affrontare la nostra vita. Rispettiamo la sua sofferenza senza farci tentare di assurgerci, a tutti i costi, al ruolo di salvatori!”

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